Decine di telecamere gestite da un centro di controllo di
ultima generazione osservano i nostri movimenti. Alla sede della
Polizia locale di via Mentana arrivano in tempo reale tutte le
immagini mentre in locali protetti appositamente predisposti in
Municipio ci sono le apparecchiature che registrano i filmati.
Qualcuno ha salutato l'avvento di questo Grande Fratello su scala
cittadina come un grande successo politico (vedi Assessore alla
Sicurezza Max Romeo), ma crediamo opportuno andare oltre la superficie
della propaganda e analizzare a fondo la natura di questo intervento.

Queste telecamere sono figlie di una lunga campagna di allarmismo
sociale che punta a destare insicurezza nei cittadini: giornali e
televisioni si sforzano di dipingere le nostre città come luoghi
insicuri e pieni di insidie. Per distoglierci da quelli che sono i
reali problemi cercano in tutti i modi di farci credere che il male da
combattere nelle nostre città siano le persone straniere venute in
Italia in cerca di condizioni di vita migliori. Creano a regola d'arte
un clima di tensione per poi raccogliere consenso nel nome della
sicurezza con azioni che non si vedevano più dal ventennio: danno la
caccia giorno e notte ai "clandestini" in modo che possano essere
ricattati meglio nelle fabbriche, nei cantieri nostrani ed ora anche
negli ospedali.
Ad un’esigenza di sicurezza indotta ad arte, si risponde con la
soluzione che più fa comodo a chi ci governa, non tanto a noi:
controllo sociale, ossia la possibilità di sapere esattamente TUTTO su
ciò che facciamo, sui luoghi che frequentiamo, sulle persone con cui
stiamo insieme.
Voi chiamate questo SICUREZZA?
Voi sapete come vengono gestite le informazioni che le telecamere raccolgono?
Noi no, ma sappiamo che questa ansia di sicurezza sapientemente
indotta ha un costo: 1 milione e 400 mila euro negli ultimi 5 anni
sborsati dai cittadini. Un modo migliore di spendere i soldi pubblici
poteva esserci, in questo periodo di crisi economica.
A Monza ci sono precari, giovani in cerca di una casa con affitti
ragionevoli, migranti che lavorano tutto il giorno nelle fabbriche
brianzole… i criminali VIDEOSORVEGLIATELI nelle stanze del Comune, non
per le strade di Monza!

 

 

Questa azione vuole attirare l’attenzione dei passanti e rendere
consapevoli i cittadini di Monza del paradossale esito della
disseminazione in varie parti della città di questo sistema di
controllo.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Aprile 2009 19:05 )